La contestazione di questa settimana della moda era nei nostri cuori e nelle nostre menti da tempo, stavamo cercando solo la chiave giusta per infiltrarci nel suo meccanismo. Anagrammando San Precario paladino di tutti/e noi precari e precarie - nato lo scorso 29 febbraio in occasione del lancio delle iniziative legate all’Euromayday - ne è uscito, fra molte combinazioni quella di Serpica Naro. Ci è parso che questo nome potesse essere vagamente guappo. E visto che di settimana della moda si stava parlando ci è sembrato sempre con maggiore insistenza che potesse impersonare la figura di una stilista giapponese, nuova promessa della kermesse milanese.
Ridendo, ci si è chiesti se questa invenzione potesse diventare un l(u)ogo di reti di auto produzioni tessili e immaginario di contrapposizione alla moda. In un momento di estasi collettiva forse illuminati da San Precario ci siamo convinti di poterci inventare il personaggio ed inserirlo nel circuito ufficiale "Milano Moda Donna" seconda vetrina mondiale dopo Parigi del Prêt-à-Porter.
Attraverso nostri contatti abbiamo scoperto che per presentare una nuova stilista bisognava sottoporsi al giudizio di una commissione presentando:
- una collezione di capi, i buyers ( cioè i compratori: show room, negozi che vendono vestiti di serpica ecc ) recensioni di riviste specializzate o meno sullo stile di questa stilista, il numero della registrazione del marchio, la partita iva della società e la sede di riferimento.
Quello che ci era necessario :
- uno stile credibile, un sito adeguato, un book altrettanto credibile, un ufficio stampa, un (nostro) uomo all’avana che in questo caso è Tokyo e tantissimo aiuto da chi in questo settore lavora.
Leggendo la storia della moda di Enrica Morini di 350 pagine, studiando gli atti del convegno dei giovani e la moda dell’agenzia ad_mirabilia, informandoci attraverso precari e precarie chel avorano nelle redazioni dei giornali di settore, avvalendoci delle loro collaborazione e correzioni, spremendo neuroni ed energie, coinvolgendo sempre più persone, inventando senza pudore, in pochigiorni, si è riuscito a creare tutto ciò. La Camera della Moda, ufficio politico della omonima settimana, dopo una decina di giorni ci comunicava la nostra avvenuta iscrizione.