Decine e decine di persone ne hanno preparato i capi e il contesto in cui farli sfilare. L’apertura spetta agli 8 abiti prodotti nei giorni precedenti alla sfilata che rappresentano con sarcasmo alcuni aspetti della precarietà. A seguire le "vere" produzioni di chi lavora come precario del textil design ma schifa i circuiti ufficiali della moda. Sfileranno anche i capi di yo mango e dei collettivo della Conscious Fashion Week .

Nell’arco della settimana Serpica colleziona non capi, ma dichiarazioni nazional padane tutte volte ad esaltare il proprio total design e la propria arte dimostrandosi intollerante verso il popolino da lei utilizzato come fonte di ispirazione. Insensibile alle lamentele rivolte ai suoi atteggiamenti spregiudicati innervosisce in maniera crescente vaste aree sociali di Milano attirandosi i fulmini di SanPrecario. Nella sua ultima dichiarazione afferma di essere scocciata da una Milano che, fra burocrazia e comunisti, non avrà mai la possibilità di riguadagnare l’ antico splendore.

L'iscrizione all' evento settimana della moda non deve indurre ad errori di interpretazione. Innanzitutto non rivendichiamo il diritto o il merito di esserne partecipi.

Non ci interessa. Sappiamo anche che una presentazione non è una sfilata e che quindi l'iscrizione di Serpica Naro nel calendario ufficiale della Camera Nazionale della Moda deve essere relativizzata. E' altrettanto chiaro però che se un certo numero di precari* e creativ* in una settimana, a costo quasi nullo, riesce ad introdursi nel circuito modaiolo, quest'ultimo evidentemente non è cosi pregiato come lo si vorrebbe far credere. Siamo molto più orgogliosi del fatto di essere riusciti a coinvolgere un numero altissimo di precari* e creativ* che tramite collaborazione attiva o complicità sottaciute ha permesso di creare tutto ciò.

E quel "tutto cio" per noi e il punto fondamentale. Siamo noi che produciamo immaginari, cultura, conflitto e radicalità partendo da noi, dai nostri desideri, dalla nostra condizione di lavoro e di vita e dalla rabbia che inevitabilmente scaturisce dalla miseria sociale che ci ingloba. E riusciamo a farlo, con grande sforzo, nei ritagli di tempo, all'interno di occupazioni acrobatiche e con budget ridicoli. Questo si! che ci interessa. A ognuno i propri immaginari.