Tra le interessanti iniziative di guerriglia al branding, ecco un workshop per imparare a fare copie perfette delle borse firmate, ma pezzi unici, a mano e all'uncinetto.
Dal 2006 la creatrice di
http://www.counterfeitcrochet.org/
e chi si unisce alla sua iniziativa, dedica parte del proprio
tempo alla creazione di falsi rigorosamente artigianali di borse e
accessori di Fendi, Gucci, Chanel, Prada, Barbour, e così
via...
Il risultato è una ingegnosa "traduzione"
dell'accessorio realizzato con altri materiali, modi e mezzi di
produzione. Le persone coinvolte impiegano la loro creatività
e le loro capacità tecniche per creare finte stampe
Vuitton con un filo annodato su se stesso infinite volte.
Le creazioni di Counterfeit Crochet
sono dei piccoli trattati di economia politica indossabili. Le grandi
firme del made in Italy spesso esternalizzano larga parte della
produzione all'estero in modo da risparmiare sui costi di produzione.
Da quegli stessi paesi vengono gli accessori e i capi d'abbigliamento
contraffatti che le persone comprano pur di poter mostrare il loro
marchio. Il loro interesse non è più la (presunta)
qualità del bene quanto il monogramma status symbol. Poco
importa quanto questo costa in termini di sofferenza ai suoi simili
chiusi in fabbriche senza aerazione e senza diritti sindacali,
costretti a lavorare per 16-18 ore ogni giorno.
Il desiderio imperante del prodotto
firmato e la compulsione all'acquisto come conferma della propria
esistenza vengono neutralizzati e ribaltati in Counterfeit Crochet.
Il desiderio del brand diventa spinta creativa per chi lavora alla
propria borsa e allo stesso tempo alternativa al consumo compulsivo
di beni di massa. Produrre questi accessori, sia pure come attività
ricreativa, porta anche a comprendere la quantità di lavoro
necessaria a realizzare ogni singolo pezzo.
Dice la madre del progetto, la visual artist Stephanie Syjuco: "Mi
interessa vedere come questo progetto sia parallelo e allo stesso
tempo diverga dalla produzione industriale capitalista contemporanea.
Come collaborazione, va in parallelo con l'idea del lavoro dato in
'outsourcing', ma aggiunge un livello di creatività
democratico e probabilmente anarchico [...]. Le partecipanti si sono
prese delle libertà con le loro traduzioni, cambiando colori,
aggiungendo materiali (cartoncino, colla, etc...), secondo le loro
esigenze. Le creatrici sono incoraggiate a conservare e usare le loro
borse nel tentativo di inserire strane mutazioni nel flusso del
commercio e del consumo".
L'idea ha avuto un tale successo che vengono organizzate mostre a livello
internazionale per esporre le mutazioni finite e i lavori in corso
verso nuove derive.
Globalmente
singolari.
Le foto sono prese dal sito: http://www.counterfeitcrochet.org, dove ci sono anche i pattern scaricabili per fare la propria borsa fasulla.
Nell'ambito della Blogfest che si terrà a Riva del Garda (P.zza 3 Novembre), sabato 13 settembre sarà un Fashion Camp dedicato alla moda, alle fashion victim e a chi veste con stile.
Superando il brivido di orrore che si prova all'idea di essere circondata da persone brandate anche laddove nessuno è mai giunto prima che deriva dalla lettura delle prime righe, il Fashion Camp sembra presentare alcuni spunti interessanti (e, si spera, una sana dose di autoironia).
Ognuno può segnarsi sul calendario degli eventi in programma e tenere una miniconferenza sull'argomento relativo alla moda.
Tra gli spunti di discussione presentati gli scambi di abiti di gruppo (iniziativa partita 'da sfigate' e diventata immediatamente trendy), il vouging e i materiali tessili ecosostenibili.
Informazioni e possibilità di segnalarsi come relatrici di una conferenza impromptu qui: http://barcamp.org/FashionCamp
Possibilità di sperimentare lo scambio di abiti di gruppo (in pratica: ognuna porta i vestiti in buone condizioni di cui vuole disfarsi, li scambia con le altre, e alla fine tutte hanno un nuovo guardaroba senza aver speso un centesimo) il 12 ottobre dalle 17 qui: http://www.lascighera.org/baratto
foto: CC Steven Hopson
Al circolo Arci la Scighera, dal 3 ottobre, ogni primo e terzo venerdì del mese, dalle 18 alle 21,
partiranno le serate atelier: per chi sa cucire, fare la
maglia e l'uncinetto o ricamare e vuole solamente uno spazio libero in cui
scambiare chiacchiere, consigli e informazioni mentre sferruzza, impuntura e
ricama. Chi vuole imparare o sperimentare è ovviamente benvenut*!
La Scighera è in via Candiani 131 (02 39480616, www.lascighera.org).
foto drw25